UNA STRATEGIA PER INVENTARE RACCONTI

Ho da poco sperimentato nella mia classe seconda l'idea di "un romanzo a più mani"

e veramente sono riuscita a realizzare nella classe un clima davvero cooperativo, un clima in cui tutti si sentivano importanti nello stesso modo, dove il lavoro di ogni bambino costituiva il tassello di un puzzle senza il quale il lavoro degli altri rimaneva incompleto.
La più grande soddisfazione l'ho avuta quando , dopo aver lavorato un'intera mattinata, molti bambini mi hanno detto: "Che bello, questo gioco? Lo facciamo anche domani?
 

Premetto di nuovo che non ho fatto niente di speciale, che l'idea mi è venuta dal romanzo a più mani proposto da Paola, ma posso assicurarvi che non ho mai realizzato nella mia classe un clima così cooperativo, nonostante le numerose strategie attivate.

Ho parlato ai bambini dicendo loro che in quella mattinata avremmo fatto una cosa nuova e bellissima, giocavamo a fare gli scrittori, proprio come quelli che scrivono i libri della biblioteca ( tenete sempre presente che io ho una classe seconda).

Ho iniziato scrivendo alla lavagna "C'ERA UNA VOLTA UN BAMBINO" poi ho invitato un alunno a continuare la frase; dopodichè lo stesso alunno ha riletto il tutto e ho chiesto agli altri se la frase scritta era attinente, se c'erano errori ortografici, se alcuni verbi" non andavano d'accordo con gli altri ecc.
Apportate le opportune correzioni, è subentrato un altro alunnno che ha proseguito il racconto ed abbiamo usato la stessa metodologia descritta prima, fino a quando la lavagna era completamente piena. Continuo:
ho fatto rileggere tutta la storia scritta fino a quel punto, ho chiesto ai bambini se andava bene e poi l'ho detata; ogni alunno ha scritto il primo pezzo di storia sul quadernone. Poi ho fatto scrivere: FINO A QUESTO PUNTO LE MANI SONO DI...hanno disegnato le mani riportando all'interno il nome di chi aveva contribuito a realizzare il primo pezzetto di storia.

Un altro bambino ha scritto un'altra frase e così via fino a quando la lavagna non poteva più contenere alcuna parola; stessa metodologia, stesse domande e dettato della seconda parte, con relativo disegno e nome delle mani.

abbiamo riletto tutto ed un altro ha scritto un'altra frase, insomma la storia è stata suddivisa in quattro parti ed ogni bambino ha scritto qualcosa: tutti ma proprio tutti, anche quelli che non parlano mai...

Dopo aver dettato la conclusione sul quaderno, abbiamo cercato insieme un titolo significativo: le proposte sono state scritte al.la lavagna ed abbiamo scelto il titolo più votato

Dopodichè ho chiesto agli alunni di specificare il tipo di testo da loro creato( narrativo o descrittivo); ed anche di individuare se era un racconto semplice, una fiaba oppure una favola).
Poichè in effetti era stata creata una fiaba, abbiamo verificato se la risposta data corrispondeva al tipo di testo.
C'è un protagonista?
C'è un antagonista?
Capita qualcosa,c'è  un problema?
C'è un aiutante od un eroe?
C'è un elemento magico?
C'è il lieto fine?


Terza parte:
abbiamo individuato la struttura del testo narrativo e disegnato l'elemento corrispondente( questo in una seconda giornata).


I bambini hanno lavorato tantissimo e tutti.

Poi ho provato a rileggere la fiaba omettendo le parole scritte da uno di loro e d insieme abbiamo tratto la conclusione che non potevamo togliere l'intervento di nessuno, altrimenti la storia non sarebbe più stata coesa e coerente.
Abbiamo capito che per fare un buon lavoro è necessario l'intervento di tutti, ma proprio tutti i ragazzini del gruppo classe.

Tutti si sono sentiti molto importanti e motivati, tanto che il mattino successivo mi hanno chiesto quando avremmo giocato ancora!

Ai genitori hanno poi riferito di aver giocato tutta la mattinata, mentre, in effetti, avevano lavorato e tantissimo....

Abbiamo già prodotto la terza storia e nelle prossime settimane inventeremo la quarta( vorrei provare con una favola).
Poi abbiamo battuto a computer, facendo alternare i bambini le storie da noi prodotte e le abbiamo messe in un raccoglitore individuale che consegnerò agli alunni solo alla fine della quinta, quando avremo scritto "UN LIBRO INTERO".

MI PERMETTO DI RICORDARVI CHE SONO ALUNNI DI SECONDA e che è stato un esercizio utile per.
rafforzare la cooperazione
innalzare il proprio senso di stima
unire le frasi con dei connettori
cominciare a notare discordanze tra i tempi dei verbi,
imparare a scrivere in modo coerente e coeso
stare attenti a scrivere in modo ortograficamente corretto,
a ripassare le varie tipologie testuali fino ad ora presentate
a comprendere che proprio tutti sono stati indispensabili per creare il lavoro
MA SOPRATTUTTO A CAPIRE CHE LAVORARE TANTO PUO' ESSERE BELLO E DIVERTENTE!

 

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